Molte sono le domande che possono
venire in mente quando si vuole conservare e servire il vino nella maniera
giusta. In questa sezione cercheremo di fornire
tutti i consigli utili per diventare padroni della materia. Da come
acquistare il vino, dopo aver interpretato nella maniera giusta quanto
scritto sull'etichetta, a come conservarlo in casa anche se non si
possiede una cantina. Il momento del servirlo
viene accuratamente spiegato e con l'aiuto del glossario potrete anche
fugare ogni dubbio riguardante i termini usati per definire il
vino. Una piccola serie di comportamenti da
adottare al ristorante e anche in casa vi aiuterà a sentirvi più
disinvolti. La sezione Vino e Salute sarà un
piccolo aiuto per quanti sono interessati a conoscere gli aspetti positivi
ed anche negativi del vino. Ed infine le due
divertenti rubriche sui vini da regalare e sulle curiosità legate al vino,
vi faranno diventare dei bravissimi intenditori!
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Sapere
leggere l'etichetta Comprare
bene il vino Quante
bottiglie Come
conservarlo in casa Come si
serve Come
raffreddare velocemente il vino Al
ristorante A casa Glossario
Vino e
salute Vini da
regalare: ad ognuno il proprio vino! Curiosità
I vini
da investimento
Sapere leggere l’etichetta Non è
facile giudicare la qualità di un vino partendo dall'etichetta. Le
denominazioni obbligatorie per legge devono essere riportate in giusta
evidenza, ma sono ben poche le richieste effettuate dal legislatore. Per
quanto riguarda la forma, il colore e la grandezza tutto è demandato alla
fantasia del creativo di turno. Il produttore deve allora indicare la
categoria del vino (da tavola, Doc, Docg, I.G.T, spumante), il nome (o la
ragione sociale) dell'imbottigliatore, lo stato di provenienza del vino,
il contenuto in volume della bottiglia, il grado alcolico effettivo e la
data di imbottigliamento. Partendo da questa che risulta l'informazione di
base, altre notizie sono richieste per i vini di categoria superiore. Un
vino Doc deve contenere anche l'indicazione della zona e dell'annata di
produzione mentre i vini a DocG devono avere, sul collo della bottiglia,
il contrassegno di stato. Oltre alle menzioni obbligatorie, possono
essere riportate altre indicazioni, a discrezione del produttore: dizioni
previste dal disciplinare di produzione, come Classico e Riserva, nome di
fantasia al vino, numero della bottiglia. Informazioni ancora più
particolareggiate sono fornite nella retroetichetta, elemento non
obbligatorio ma spesso utilizzato per completare anche l'immagine della
bottiglia. In questo caso possono essere segnalate le uve utilizzate, il
tipo di impianto del vigneto, nome della sottozona di produzione, la
maniera di servirlo e conservarlo.
Comprare bene il
vino Esistono vari modi di acquistare il vino. I
più comuni sono:
direttamente dal produttore Dal
produttore viene acquistato il vino durante una visita alle cantine, o in
occasione di particolari eventi. Caduto in parte in disuso l'acquisto di
vino sfuso, questo tipo di acquisto permette di spuntare prezzi
convenienti, anche se in certi casi, per evitare una concorrenza con i
propri clienti, molti produttori non effettuano vendita diretta o hanno
prezzi paragonabili a quelli dei negozianti.
presso enoteche e negozi
specializzati Presso le enoteche c'è solitamente la
possibilità di avere un'ampia scelta di prodotti, dai più ricercati ai più
comuni. Il vantaggio è quello di avere una certa sicurezza riguardo al
modo di conservazione delle bottiglie, poste in luoghi scuri ed esposte
solo per breve tempo all'invadenza della luce. Il prezzo superiore
d'acquisto rispetto ad altre tipologie di negozi viene ampiamente
compensato dal lavoro di consulenza e dai suggerimenti forniti
dall'enotecario. Una buona regola comunque sta nel non comprare mai
vini costosi che siano stati esposti in vetrina o vicini a luci forti.
Dovete esigere che vengano presi dalla cantina.
nella Grande Distribuzione
Organizzata La Grande Distribuzione organizzata fornisce i
prodotti al prezzo più basso normalmente reperibile sul mercato. Adatta
per gli acquisti di prodotti di facile reperibilità, sconta il problema
della esposizione delle bottiglie alla luce continua dei neon, che ne
pregiudicano la qualità. Risulta difficile, poi, reperire vini rari. Da
guardare con interesse l'avvento di piccoli angoli specializzati nel
settore dei vini, dove le bottiglie sono conservate nella maniera giusta.
Quante
bottiglie comprare Per ogni tipo di vino,
bisognerebbe comprare almeno tre bottiglie. Una da bere subito, per capire
le reali potenzialità del prodotto. Una da bersi dopo qualche anno, per
verificarne la tenuta. E l'ultima da conservare a lungo, l'unica che può
veramente diventare oggetto da collezione. Per un lavoro di tipo
professionale, l'ideale sono almeno sei bottiglie: in questo modo, si
riesce a seguire in maniera più attenta la vita del vino
Come conservare il vino
in casa Conservare il vino è un'esperienza utile
soprattutto per l'apprendista degustatore. Poter disporre di una buona
quantità di bottiglie in casa permette di seguire l'evoluzione naturale di
un determinato tipo di vino, oltre ad evitare continui spostamenti di
bottiglie, dal negozio in casa, che certo non aiutano il vino ad essere
degustato nella forma migliore. In mancanza di una vera cantina, è
meglio però non cedere alla chimera del collezionismo: solo nei luoghi
giusti si riesce a conservare un prodotto di pregio, altrimenti conviene
berlo in santa pace, senza recriminazioni. Quando non è possibile
avere uno spazio seminterrato dove poter costruire una cantina, si deve
scegliere la stanza di casa dove avviene la minor escursione termica tra
estate ed inverno. Infatti, se le temperature consigliate per la
conservazione del vino sono nell'ordine dei 12°-14°, temperature un po'
più elevate ma costanti garantiscono comunque un sufficiente livello di
sicurezza. Disponendo di un vecchio armadio, lo si può isolare
utilizzando il polistirolo e questo permette anche alle bottiglie di non
essere esposte alla luce diretta, fonte di degradazione violenta del
colore. La conservazione delle bottiglie deve avvenire in orizzontale
affinchè il tappo risulti bagnato dal vino e si conservi umido ed
elastico. La conservazione in verticale tenderebbe ad asciugare il sughero
provocando l'immissione di ossigeno, che ossiderebbe il vino
contenuto. Se invece avete un locale adatto, potete disporre le
bottiglie su delle scaffalature, in legno o metallo. L'alta umidità può
provocare la formazione di muffe sul tappo o, più semplicemente, il
distacco dell'etichetta. Per ovviare a ciò, si può rivestire ogni
bottiglia con della pellicola trasparente. In caso di mancanza di
umidità, si può impiegare un umidificatore. La pulizia deve essere
accurata e non si deve pensare alla cantina come luogo di conservazione di
altri alimenti. Niente prosciutti o salami appesi, e ancora meno indicata
la presenza di detersivi o vernici.
Come si serve il
vino Ad ogni vino il proprio bicchiere. Niente,
infatti, può rovinare un buon vino quanto un servizio errato. Per grandi
vini dovete sempre adoperare bicchieri trasparenti e mai colorati in
quanto il colore deve essere visto in tutta la sua pienezza. Questo
discorso vale anche nella scelta delle tovaglie: rigorosamente
bianche! Una volta portato alla giusta temperatura di servizio, procedete alla stappatura, operazione che dovete fare molto
attentamente in modo che il tappo non si rompa. Versate poi il vino nel
bicchiere per circa 1/3. E non coprite la bottiglia con un tovagliolo: si
deve vedere l'etichetta! Per evitare di fare cadere gocce sulla tovaglia,
oltre ai sottobottiglie o anelli da inserire sul collo delle bottiglie, ci
sono dei pratici salva-goccia (drop stop). Sono dei piccoli dischetti
argentati da arrotolare e inserire direttamente nella
bottiglia.
Bottiglie di grande
formato Per i cultori del
bere, sono quelle in cui il vino si conserva meglio. Nel caso di grandi
tavolate, sono l'emblema della convivialità . Ma, come fare per servirle
in tavola? Non disponendo di un cameriere, conviene decantarne il
contenuto in caraffe, affinchè i commensali possano servirsi agevolmente
da soli!
I
bicchieri Vini
spumanti: flûtes lunghe, affinché si concentrino meglio gli odori
e si mantenga più a lungo il perlage. Vini
bianchi e rosati: a forma di tulipano, per dar modo ai profumi di
liberarsi meglio. Vini rossi giovani: calice di media
grandezza Vini rossi invecchiati: bicchieri ampi a
forma panciuta, per dare modo al vino di ossigenarsi. Vini
dolci: bicchiere piccolo, di forma regolare. Spumanti
dolci: coppa per far esprimere al massimo i profumi.
Come raffreddare il vino
velocemente Per una cena studiata nei minimi
particolari, sarà facile prevedere quale vino sarà servito e, di
conseguenza, prevedere di metterlo in frigorifero al momento giusto. Ma
cosa fare quando arriva l'amico con la bottiglia di spumante che vuole
stappare subito? Assolutamente bandito il congelatore, sicuramente più
adatto il secchiello, dove sarà posto del sale insieme al ghiaccio per
facilitarne lo scioglimento. Oppure, esistono oggi in commercio appositi
"raffreddatori", una sorta di coperte metallizzate, da raffreddare in
anticipo, che permette lo stesso risultato. Particolarmente adatta quando
il tavolo risulta un po' stretto!
Al Ristorante Come
comportarci in alcune situazioni che possono capitare al ristorante che,
se non conosciute, possono creare imbarazzo? Eccovi un valido aiuto
Il vino sa di tappo: il sommelier, dopo
aver stappato la bottiglia ed aver annusato e degustato il vino, lo
sottopone al vostro giudizio. Non vi convince il profumo, lo giudicate
poco fine ed invitante. Non esitate a chiedere con gentilezza di cambiare
la bottiglia. Il più delle volte sarà lo stesso personale di sala a
venirvi in aiuto. Tenete conto, comunque, che la maggior parte dei
produttori di vino rifonde il ristoratore delle bottiglie rovinate. Lo
stesso discorso vale per il vino a casa. Riportate la bottiglia al
negoziante e vi sarà sostituita.
Il sommelier passa il vino nel bicchiere e lo
svuota prima di riempirlo: si tratta della "avvinatura" e si
effettua per eliminare eventuali impurità che risiedono nel bicchiere o
per togliere odori sgradevoli derivanti dal lavaggio o dalla conservazione
in ambienti chiusi.
Il vino viene presentato in un cestino:
se si tratta di un vino particolarmente invecchiato. La trasposizione
della bottiglia in verticale provocherebbe la rimessa in circolo del
sedimento formatosi, rendendo così il vino torbido. Viene allora sempre
versato dal cestino nel bicchiere, poco per volta affinché si possa
ossigenare e rimanere perfettamente limpido.
Il tappo, una volta tolto, viene posto accanto al
collo della bottiglia: è un vecchio modo di aprire la bottiglia,
che doveva mostrare al commensale l'integrità del tappo e, soprattutto, la
dicitura riportata sullo stesso, per garantire che la bottiglia non fosse
stata ritappata.
La bottiglia di spumante viene presa dal sommelier
con una posa della mano particolare: più scenico che efficace, la
presa della bottiglia dalla parte inferiore serve ad evitare il
riscaldamento del contenuto della stessa. Il pollice però non va mai
infilato nella picure.
viene messo il sale nel secchiello del ghiaccio
dove viene posto il vino a freddare: serve a favorire un rapido
scioglimento del ghiaccio e, di conseguenza, un raffreddamento più rapido
del vino.
Il cameriere capovolge la bottiglia lasciandola
nel secchiello: è un metodo poco elegante, ma comunque efficace,
per capire che il commensale ha terminato una bottiglia e non ne vuole
consumare altre.
Alla fine della decantazione di un vino, il
cameriere lascia nella bottiglia parte del contenuto: si tratta
della parte contenente il deposito e quindi inutilizzabile, altrimenti
farebbe diventare il vino torbido.
A Casa
Successione dei vini a tavola: la regola
principale è quella che prevede i vini bianchi serviti prima dei vini
rossi. Altre regole, non sempre rispettate, prevedono che il vino giovane
preceda quello più vecchio così come il vino più leggero rispetto a quello
più alcolico. In casa sarà difficile prevedere un'ampia scelta dei vini.
Il più delle volte sono sufficienti due vini, un bianco e un rosso,
seguiti da un vino da dessert. Per l'aperitivo, oltre al classico
spumante, si può servire un vino bianco leggero o, nel caso in cui
l'aperitivo si protragga a lungo, con piccoli assaggi stuzzicanti, si può
anche osare prodotti come lo sherry o il vin Santo secco.
Disposizione dei bicchieri: i bicchieri
vanno ragruppati in un modo armonico e piacevole per l'occhio. Per la tavola di tutti i giorni basta mettere due bicchieri
uno per l'acqua ed uno per il vino. Per collocarli in modo giusto
dovete mettere il bicchiere dell'acqua in direzione della punta del
coltello, subito dopo a destra e sulla stessa linea, quello per il
vino. Per la tavola elegante dove vengono serviti di conseguenza
più vini, partite come per la tavola di tutti i giorni con la disposizione
dei bicchieri dell' acqua e del vino e, fra i due, un pochino più avanti,
il bicchiere, per il secondo vino e sempre fra i primi ma dietro ad essi,
la flûte dello champagne o la coppa per un vino dolce. Il gruppo dei
quattro bicchieri avrà così l'aspetto di un fiore a quattro petali, a me
piace l'idea di un quadrifoglio.
Glossario
Abboccato: vino dal gusto tendente al
sapore dolce.
Acerbo: usato per vini giovani, con alto
contenuto di acidità fissa, non gradevole.
Allappante: vino il cui contenuto tannico
risulta eccessivo, con conseguente sensazione astringente molto forte.
Amabile: vino dolce, ma non in maniera
eccessiva.
Amarognolo: usato per definire il
retrogusto di certi vini, con una connotazione positiva.
Ambrato: tonalità derivante dal colore
giallo, piuttosto scura.
Ampio: vino in cui la parte aromatica è
variegata, ricca di molteplici sfumature.
Aromatico: vino in cui l'aroma principale
ricorda il vitigno di produzione.
Blanc de Blancs: dizione che si ritova
sulla etichetta di alcuni champagnes; Indica la produzione fatta solo con
uve bianche, spesso lo Chardonnay.
Blanc de Noirs: come sopra, ma il vino
viene prodotto console uve nere.
Bouquet: l'insieme delle sensazioni
olfattive prodotte da un vino invecchiato.
Brut spumante: dal gusto secco,
risultante da un contenuto in zuccheri inferiore ai 15 g/l.
Caldo: sensazione fornita dal vino ricco
di alcol.
Champenoise: termine che indica il metodo
della spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia. In Italia si usa
il termine "tradizionale".
Charmat: spumantizzazione effettuata con
rifermentazione del vino in autoclave.
Cremant: termine che indica champagnes
prodotti con numero più basso di atmosfere. Adatti per essere serviti a
tutto pasto.
Cru: parola francese che si utilizza per
indicare una parte di vigneto, inserita in una zona particolarmente
vocata.
Degorger: parola francese che si utilizza
per indicare l'aprire della bottiglia di champagne per farne uscire tutte
le parti di scarto che si sono formate nella rifermentazione in bottiglia.
Può essere eseguita "à la volèe" o "à la glace". Nel primo caso, si apre
la bottiglia a mano, cercando di non far uscire tutto il contenuto . Nel
secondo caso, molto più diffuso, si gela il collo della bottiglia
immettendolo in una soluzione refrigerante. Quando si stappa la bottiglia,
fuoriesce unicamente la parte solidificata.
Doc: denominazione di origine
controllata.
Docg: denominazione di origine
controllata e garantita.
Dolce: vino dal gusto dolce molto
persistente.
Dry: vino dal gusto decisamente secco.
Erbaceo: vino nel cui aroma si distingue
un sentore netto di erba tagliata.
Fragrante: termine che indica l'aroma di
vini spumanti, che ricordano i lieviti e la crosta di pane, o vini in cui
predomina la sensazione floreale.
Franco: vino sincero, privo di difetti
Generoso: vino in cui la parte alcolica
ricopre un ruolo determinante
Igt: indicazione geografica tipica
Liquoroso: vino in cui è stata effettuata
aggiunta di alcol oppure che possiede un'alta gradazione alcolica
naturale.
Liqueur d'expedition: miscela di cognac o
armagnac, zucchero di canna, spumante vecchio aggiunta allo spumante per
determinarne la tipologia. È responsabile della classificazione degli
spumanti in brut-extrasec, ecc.
Millesimato: termine impiegato per
champagne e spumanti prodotti con uve provenienti dalla vendemmia di un
solo anno.
Morbido: vino in cui il rapporto tra
sensazioni dure (acidità e tannini) e morbide (alcol e zuccheri residui)
risulta equilibrato.
Mosto: è il nome del liquido ottenuto
dalla pigiatura delle uve.
Novello: nome del vino prodotto con la
tecnica della macerazione carbonica, immesso al consumo dopo circa due
mesi dalla vendemmia.
Ossidazione controllata: Nei grandi
spumanti, si nota al profumo dei sentori che ricordano sensazioni
ossidative. Vuol dire che alcune delle componenti si sono trasformate per
l'opera degli anni. L'esempio classico di vino ossidato è il marsala
Pas Dosé: termine impiegato per spumanti
e champagne, che non hanno avuto l'aggiunta del liquer d'expédition.
Passito: vino ottenuto con uve che hanno
subito un appassimento sia in cantina che in pianta o all'aria aperta.
Perlage: definizione francese che indica
le bollicine presenti nello champagne e nello spumante.
Picure: definizione francese che indica
la parte concava del fondo della bottiglia di vino dove si adagiano i
depositi semicristallini sempre presenti in vini molto vecchi (20 anni e
oltre).
Pieno: indica un vino ricco di corpo e
struttura.
Presa di spuma: formazione di anidirde
carbonica, responsabile delle bollicine. Se procede in maniera in maniera
lenta, permette al perlage di risultare di piccole dimensioni.
Retrogusto: l'insieme delle sensazioni
che lascia il vino dopo la deglutizione.
Sapido: sensazione che lascia un vino
ricco di sali, comunque piacevole.
Solforosa: elemento che viene aggiunto al
vino affinché risulti limpido e all'uva affinchè non marcisca.
Spuma: ciò che si forma nel bicchiere al
momento in cui si versa il vino.
Tannico: vino ricco di tannino.
Tannino: uno dei componenti del vino,
responsabile della sensazione astringente, localizzato nelle bucce e nei
vinaccioli.
Uvaggio: l'insieme delle uve che
compongono un vino.
Vinoso: profumo che ricorda l'odore del
mosto in cantina.
VQPRD : vino di qualità prodotto in
regione determinata.
VLQPRD: vino liquoroso di qualità
prodotto in regione determinata.
VSQPRD: vino spumante di qualità prodotto
in regione determinata.
Vino e salute È ormai cosa risaputa che
bere moderatamente del vino ci protegge contro le malattie coronariche
grazie ai fenoli presenti soprattutto nella buccia dell' uva nera. L'
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda una dose giornaliera
di 4 unità per gli uomini e della metà per le donne. Ciò corrisponde da
quattro a due piccoli bichieri di vino al giorno.
Reazioni allergiche: alcune persone,
senza saperlo, pur bevendo moderatamente, presentano dei disturbi dopo
l'assunzione anche di un solo bicchiere di vino. Questo può avvenire
quando per esempio si beve un vino bianco ricco di anidride solforosa
(Sauternes e vini attaccati da muffe nobili) che provocano reazioni
allergiche soprattutto agli asmatici. Se invece insorge un mal di
testa, la probabile causa sono le istamine presenti nei vini rossi. In
questo caso è consigliabile la scelta di vini organici che non usano
additivi chimici ed il cui contenuto di zolfo è bassissimo.
Vino e calorie: il vino sia rosso che
bianco contiene calorie, tante! Più bassa è la gradazione alcolica e
minori sono le calorie. Vini secchi sono meno calorici di quelli dolci:
per farvi un esempio un bicchiere di vino bianco secco contiene 90 calorie
contro le 120 di un vino rosso corposo e le 135 di un vino dolce.
Piccoli trucchi per un bere "sano"
Evitate di bere a stomaco vuoto.
È meglio bere regolarmente e moderatamente piuttosto che
eccessivamente occasionalmente.
Alcune medicine possono dare reazioni non piacevoli se
mescolate all' alcohol. Se state per intraprendere una cura, chiedete
sempre al vostro medico istruzioni in merito. Per esempio è risaputo che
l'assunzione di antistaminici mescolati ad alcohol possono dare sonnolenza
ed altri effetti collaterali.
Se andate ad una festa, soprattutto fuori città, dove non
state a controllare quanto bevete, il trucco è di far guidare al ritorno
la macchina ad un amico astemio oppure, come succede negli Usa ed in tanti
paesi europei dove tolgono immediatamente la patente se ad un controllo il
vostro tenore alcolico supera il tasso stabilito per legge (non oltre 2
bicchieri di vino), il guidatore si sacrifica e beve solo il quantitativo
permesso dalla legge.
Piccoli trucchi per evitare di sbronzarsi
Non cambiate mai l'ordine di servizio. Prima lo spumante,
poi i bianchi, infine i rossi e quelli da dessert. Sbagliare l'ordine è
quasi letale per le sbronze!
Evitate i bianchi, se non si è in grado di cambiare i
vini. Bevete solo rossi.
Alcuni suggeriscono, prima di fare una grossa bevuta, di
mandare giù 2 cucchiai di olio di oliva. Il trucco sembra che funzioni ma
non se ne conoscono esattamente i motivi.
E, se invece abbiamo alzato troppo il gomito… come
recuperare la sbronza
Non fate colazione con caffellatte ma bevete, se siete
disposti ad ingerire qualcosa, solo del thé caldo zuccherato od un altro
tipo di infuso.
Se fosse possibile, fate una sauna. Dopo mezzora di
trattamento sarete completamente in sesto.
Fate una doccia calda, seguita da un bagno tonificante con
i sali, terminando con una spruzzata di acqua fresca.
Mangiate leggero, evitando accuratamente, oltre gli
alcolici, anche bevande eccessivamente eccitanti. Va benissimo una
spremuta di arancia.
Vini da regalare: ad ognuno il proprio
vino Il dottore da omaggiare, l'avvocato da
ringraziare, il commercialista che ci ha fatto un piacere...sotto Natale
vengono in mente tante persone alle quali dobbiamo assolutamente fare un
regalo. E molto spesso, per chi non si conosce bene, coloro con i quali i
rapporti sono improntati sulla corretta formalità, ma niente di più,
diventa difficile fare un presente che sia apprezzato, che non appaia
troppo invadente e che, in ogni caso, ci faccia fare bella figura. E il
vino diventa un toccasana, a meno che la persona alla quale pensate non
sia astemia. Ma cosa regalare? La soluzione più semplice ha una magica
parola francese: Champagne. Indice di festa, ma anche di vino nobile,
importante e...costoso. Ma sarà poi vero? Mica tanto, considerando i
prezzi che hanno raggiunto altri vini italiani, primi fra tutti i
supertuscan. Quindi, con lo champagne, si fa bella figura e...non si
sbaglia. Altrimenti, avete voglia di svenarvi e volete a tutti i costi
"épater le bourgeois"? Nomi sicuri sono Solaia, Sassicaia, Ornellaia e
Masseto, rigorosamente toscani, zona Bolgheri e San Casciano, dai prezzi
altissimi, ma in grado di far comprendere pienamente il vostro sforzo!!
Cercate invece soluzioni più "dolci"? Sempre considerando i prezzi
italiani sta cominciando a diventare conveniente il Sauternes
francese: non c'è bisogno dello Chateau d'Yquem per far bella figura,
va benissimo uno Chateau Climens o uno Chateau La Tour Blanche. Provate
altrimenti una curiosa "Pourriture noble" prodotta in riva all'Arno. E se
volete stare sulle bollicine italiane? Avanti con la Franciacorta, tipo un
Ca' del Bosco o un Monterossa satin. Se l'omaggiato in questione è persona
austera e tutta di un pezzo, andate tranquilli con Barolo e Barbaresco, se
è fuori dagli schemi e scanzonata, provate con un Merlot bolognese, magari
della tenuta di Bonzara o di Santa Rosa. Attenzione, infine a non
stordirvi, con tutto questo alcol: ci sono sempre i succhi di frutta
sennò!
Curiosità Se dovete fare un
gigantesco brindisi potete stappare una sola bottiglia invece di decine!
Potete scegliere, a seconda del numero dei vostri invitati, la bottiglia
di champagne più adatta:
- Nabucodonosor: è la bottiglia più grande: contiene
15 litri di Champagne e riempie 140 calici.
- Salmanazar: contiene 9 litri e riempie circa 84
calici.
- Mathusalem: contiene 6 litri e riempie 56 bicchieri
- Jeroboam: contiene 3 litri e riempie 28 bicchieri
- Magnum: contiene 1.5 litri e riempie 14 bicchieri
I vini da investimento
Il tema è di quelli scottanti. Pensare di investire in
vino è sicuramente più rischioso di giocare in borsa. Pochi sono i
prodotti che tendono a rivalutarsi nel corso degli anni e risulta comunque
molto difficile pensare ad una vendita che possa essere remunerativa. Più
semplice prendere la cosa come un gioco o un passatempo, senza mettere a
repentaglio il patrimonio personale. Innanzitutto, su quali vini puntare?
Per quanto riguarda gli italiani, la scelta avviene su un novero ristretto
di tipologie: Brunello, Barolo su tutti, più alcuni vini "recenti", che
godono di meritata fama in tutto il mondo. Parlo del Sassicaia della
Tenuta San Guido o del Solaia di Casa Antinori o ancora, del Vigna
L'Apparita, merlot del Castello di Ama. Esiste un vero e proprio
borsino che assegna alle annate un valore diverso, ma risulta puramente
indicativo. Un esempio? Il Sassicaia '85, che viene valutato sulle 400.000
lire, ha in realtà un prezzo di mercato molto più alto. E rimane comunque
l'unico vino italiano in grado di spuntare quotazioni medio-alte. Niente a
che vedere con i celebrati chateaux del Bordeaux, dove una bottiglia
raggiunge quotazioni milionarie, valutazioni raggiunte anche da Romanèe
Conti Domaine del Romanèe Conti, in assoluto il vino più costoso al
mondo. E come fare per vendere? La sede naturale è l'asta: esistono
case d'asta che organizzano ogni anno una sessione dedicata ai vini.
Altrimenti, ci si deve rivolgere all'enotecario, che può mettere le
bottiglie in conto vendita. Ma senza una cantina appropriata, è bene non
iniziare nemmeno l'avventura! |